Come sarebbero le nostre emozioni se fossero dei personaggi? Pixar risponde con il nuovo film 2015

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Come sarebbero le nostre emozioni se fossero dei personaggi?
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La trappola della scimmia – Oliver Burkeman

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“Se solo mollasse la presa, si salverebbe.”
La metafora della scimmia per spiegare come la nostra mente ci incastra.
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Le regole del benessere | 5. Libertà

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Un uomo è libero nel momento in cui desidera esserlo. Voltaire

libertà

A volte le prigioni non sono fatte da veri e propri muri e sbarre, ma da relazioni, situazioni, da noi.

Ho pensato a questo quinto punto perché ultimamente è una delle parole più utilizzate dai miei pazienti, e forse anche perché è un tema a me molto caro, come si può notare anche dalla copertina di questo blog. Libertà, che nell’ambito della salute e del benessere ha a che fare con la sua stretta cugina “autonomia”.

Proviamo a fare una riflessione su di noi rispondendo a questa domanda: quanto mi sento libero di fare delle scelte in cui credo, senza temere giudizio, conseguenze, sensi di colpa e ritorsioni? Continua a leggere

“Non insegnate ai bambini…” .. (molto bella, leggetela) | Parola di Libero

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“Il tuo bambino crede nelle fate se ci credi anche tu.”
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Le regole del benessere | 4. Relazioni significative positive

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amicizia-relazioni positive

 

Il benessere è una questione complessa, tutti ne parlano ma poi, di fatto, di cosa parlano? L’idea di questo “Bignami” del benessere è quello di ragionare insieme su quello che in concreto possiamo fare per vivere la nostra vita con più leggerezza, più amore e quindi più qualità. Abbiamo parlato di accettazione, di osservare con curiosità e di vivere con consapevolezza, e poi? Una volta che abbiamo accettato, osservato con curiosità e con consapevolezza noi e la nostra vita che ce ne facciamo?

Cerchiamo qualcuno con cui condividerlo.

Forse alcuni staranno pensando: “ma va, io vivo benissimo da solo”, non è così. Vivere in gruppo è nel nostro DNA, siamo animali sociali con una predisposizione innata ad entrare in relazione con gli altri. In senso evoluzionistico abbiamo ereditato dai mammiferi più complessi molte cose tra cui: il bisogno di cooperare (lavorare insieme per raggiungere un obiettivo comune) e la spinta a entrare in relazione per offrire e/o ricevere amore e protezione (senza la quale, da cuccioli, saremmo morti).

Di conseguenza, per il nostro benessere è essenziale parlare ed essere consapevoli delle relazioni che abbiamo creato, del significato che hanno nella nostra vita e di come queste influenzino la nostra quotidianità.

Proviamo a porci una semplice domanda: in questo momento della mia vita posso dire di avere delle relazioni significative caratterizzate da affetto, comprensione e condivisione? Ci sono delle persone importanti per me con le quali mi sento di essere al sicuro e accettato per quello che sono?

Se abbiamo in mente qualche relazione che ha queste caratteristiche allora possiamo essere certi di godere di una buona dose di benessere, perché possiamo contare sul sostegno e la comprensione di una o più persone care, e perché questo sostegno alimenta la fiducia in me stesso e le mie possibilità. Ma se ci fosse un po’ di incertezza è importante non tralasciare questo aspetto, lavoriamoci nella direzione di capire come mai, dov’è l’intoppo che non mi permette di vivere le relazioni con fiducia e complicità? Rassicuriamoci su un aspetto importante: non possiamo non essere siamo capaci.  Certo è una competenza che si affina nel tempo, ma di fatto nasciamo con questa capacità. Siamo naturalmente predisposti ad entrare in relazione quindi, cosa stiamo aspettando?

 

photo credit: ^riza^ via photopin cc

Le regole del benessere| 3. Consapevolezza

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Buddha-consapevolezza

La prima consapevolezza, fondamentale e utile, per vivere meglio è:

La vita è sofferenza.

So che può sembrare una visione pessimista e che potrebbe scatenare domande del tipo: allora che vivo a fare? Ma io credo invece che sia un’ottima lente con cui guardare alla vita. Troppo spesso ci incastriamo nell’ideale di felicità: faccio questo perché mi diverte, studio questo perché mi piace, mi innamoro e vivo la favola del principe azzurro. E tutto questo rincorrere la felicità ci espone a un altissimo rischio di sofferenza. Le cose che mi divertono potrebbero finire o non divertirmi più, quello che ho studiato potrebbe non portare a nessun risultato o potrei non essere portato per la professione, l’amore in quanto emozione, viene e va.

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Le regole del benessere | 2. Accettazione

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accettazione-solitudine

Nel primo punto di questo viaggio verso il benessere abbiamo parlato di curiosità. Avere un’attenzione curiosa significa imparare ad osservarci e conoscerci meglio. Prescindendo da etichette, categorie e giudizi possiamo acquisire una visione più chiara di noi: cosa ci spinge ad agire, verso cosa ci stiamo muovendo, cosa ci blocca e cosa ci provoca sofferenza.

E una volta che abbiamo osservato tutto questo?

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Le regole del benessere | 1. Curiosità

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psicologo_torino

Da dove possiamo partire per assicurarci un po’ di benessere? Certamente da noi stessi e dalla lente che usiamo per guardare il mondo.

Se la curiosità non esistesse, si farebbe assai poco per il bene del prossimo. Ma la curiosità si insinua sotto il nome di dovere o di pietà nella casa dello sventurato e del bisognoso. Forse anche nel famoso amore materno v’è una buona parte di curiosità. Friedrich Nietzsche

Mettiamo subito in chiaro una cosa: la curiosità vera, utile, sana, quella di cui parla anche Nietzsche, non ha lo scopo di giudicare l’altro o di carpire informazioni per riutilizzarle facendo paragoni o congetture.
La curiosità di cui parliamo è quella risorsa che l’essere umano può utilizzare per conoscere il mondo in modo autentico, per osservare gli eventi prescindendo dal giudizio e dai preconcetti.

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“Tra corpo e mente” parte II

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Zen-benessere

Eccomi qua.

Sono stata nuovamente in silenzio per qualche giorno e mi è tornata quella sensazione di entusiasmo e voglia di condividere esperienze, storie e un po’ di competenze. Questa volta si è trattato di un ritiro un po’ diverso: pratica zen, silenzio e immobilità. Lo zen è un’altra pratica legata alla tradizione buddhista. Melissa e David sono i due maestri roshi (il più alto grado di insegnanti) che ci hanno guidati in questi giorni, maestri che hanno creato spazio e fiducia tra paure e sofferenza.

Come è stato possibile? Mi chiedo sempre perché l’effetto di questi ritiri abbia un rebound così sonoro e travolgente per tutti i partecipanti. Continua a leggere