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Tra corpo & mente

~ Il blog di Rachele Ceschin, Psicologa, Psicoterapeuta e Istruttrice di Mindfulness a Torino.

Tra corpo & mente

Archivi della categoria: Casi clinici

Ogni riferimento a fatti e persone è frutto dell’immaginazione dell’autore al fine di poter presentare esempi concreti di sofferenza garantendo l’anonimato dei pazienti.

Family portrait.

01 martedì Lug 2014

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici

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Un modo per parlare della nostra storia attraverso immagini che prendono vita.

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Toto Post

30 lunedì Dic 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici, Psico-lessico

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Tag

benessere, cambiamento, Emozioni, fiducia

emozioni-maschera

Siamo arrivati alla lettera Z e devo dire che questi mesi a produrre articoli si sono rivelati molto più interessanti del previsto. Abbiamo parlato di moltissimi argomenti e vi ringrazio per l’incoraggiamento che mi avete dato.

Volevo concludere questo spazio dedicato psico-lessico commentando il post che ha ricevuto maggior visibilità. E’ stata una piacevole sorpresa osservare questo dato perchè credo che dica molto di voi che mi seguite, e dell’essere umano in generale.

Si parla spesso di depressione, di stress, di ansia. La nostra vita ruota intorno al lavoro, al fare. Siamo tutti ansiosi, corriamo di qua e di la, cerchiamo lavoro, sicurezze, quando il mondo intorno a noi cambia e noi non riusciamo a stargli dietro. Ma non è necessariamente di un lavoro che le persone hanno bisogno, non è di sapere che cos’è la depressione e come si cura. Non è solo sete di conoscenza e neanche necessità di leggere articoli che abbiano basi scientifiche. No. L’articolo che è stato letto e condiviso di più è stato E come Emozione.

Coperti da una corazza di ruoli, di maschere e di etichette, sotto sotto siamo attratti dalla nostra pancia, dalle emozioni che ci dicono chi siamo e di cosa abbiamo bisogno.

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V come… Violenza

27 mercoledì Nov 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici, Psico-lessico

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Tag

Autostima, sindrome di Stoccolma, sofferenza, violenza, vittima

Mi oppongo alla violenza perché, quando sembra produrre il bene, è un bene temporaneo; mentre il male che fa è permanente. (Mahatma Gandhi)

violenza-identitàIl 25 Novembre è stato il giorno dedicato alla violenza sulle donne e visto l’importanza del tema ho pensato di utilizzare questo spazio per parlare di violenza in generale: cos’è, come avviene, come affrontarla.

Nelle diverse spiegazioni del termine “violenza” ritorna sempre il concetto di “atto imposto al fine di raggiungere i propri scopi”: qualcuno che per raggiungere i propri interessi o il proprio piacere (non si tratta quindi di sopravvivenza) sovrasta in modo aggressivo un essere che considera più debole, di meno valore. Significa che un essere umano impone la sua forza e prepotenza su un altro essere della stessa specie, che ritiene più debole, per raggiungere i propri scopi. In realtà c’è qualcosa di naturale in questo comportamento, qualcosa che abbiamo ereditato dall’evoluzione, ma l’essere umano è andato oltre. Gli animali non attaccano mai qualcuno della loro specie se non per difendersi/difendere la loro progenie oppure per stabilire il rango.

Cosa succede nell’essere umano?

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O come… Ossessione

03 giovedì Ott 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici, Disturbi d'ansia, Psico-lessico

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Tag

disagio, Emozioni, Ossessioni

È utile avere un’ossessione: ci distrae. Joan Fuster

ossessione-DOCI pensieri ossessivi caratterizzano numerosi disturbi in psicopatologia. Il Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è quello più rappresentativo ma in realtà quasi tutta sofferenza mentale è carica di pensieri ruminanti, invasivi, intrusivi che non ci permettono più di funzionare nella vita di tutti i giorni.

In questi mesi abbiamo affrontato diversi tipi di organizzazioni di personalità e parlando di ossessioni possiamo trovare un fil rouge che le caratterizza: il pensiero fisso sul cibo e sul peso di una persona che soffre di Anoressia Nervosa, oppure il pensiero costantemente orientato ad evitare luoghi o oggetti ritenuti pericolosi per una persona che soffre di attacchi di panico, o ancora il rimuginio invalidante di una persona che soffre di depressione o demoralizzazione.

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G come… Giudizio

22 giovedì Ago 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici, Psico-lessico

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Tag

disagio, giudizio, sofferenza

giudizio

A volte siamo molto sensibili al tema del giudizio, tanto che quello che l’altro pensa di noi può diventare una vera e propria definizione di come siamo e delle nostre caratteristiche personali. Se il capo mi dice che sono bravo allora mi sento bravo, se un amico mi dice che sono egoista è perché sono una persona egoista, e così via.

In realtà, il giudizio ci da sempre una doppia informazione e pensare che riguardi solo noi è riduttivo e a volte può essere molto doloroso. Quando una persona esprime un giudizio su di noi, infatti, ci da anche delle informazioni su di sé.

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Il caso di Sara

19 mercoledì Giu 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici

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bulimia-depressione

Sara ricorda quando da adolescente, a notte fonda, sicura di non essere vista, sentiva i suoi stessi passi mentre si dirigeva in cucina:

“Assalita dalla fame, come molte altre volte, come un rituale, scendo di corsa in cucina con il pensiero fisso al frigorifero. La mia mente è annebbiata, riesco solo a pensare a una cosa: soddisfare quella irrefrenabile voglia di inghiottire e di saziarmi per colmare quel profondo senso di vuoto interiore. Dopo un tempo che mi sembra interminabile, soddisfatta l’urgenza della fame nervosa, rimetto tutto a posto e mi dirigo lentamente verso il bagno per concludere quello che ho cominciato, vomito tutto. Il senso di pace dura una manciata di secondi e i sensi di colpa iniziano ad affiorare. Comincio a piangere, come tante altre volte, rimproverandomi di una cosa che non so come controllare. Vorrei solo essere “normale”, vorrei che gli altri vedessero e capissero questa sofferenza per non farmi sentire continuamente inadeguata e debole.”

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Chiedere aiuto?

13 giovedì Giu 2013

Posted by Rachele Ceschin in Casi clinici

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Tag

aiuto, ansia, disagio, malessere, psicologo, salute, sofferenza, terapia

Little Tiny Guy

“Sto male, non riesco ad avere una relazione soddisfacente, mi sveglio tutte le mattine con l’angoscia, la mia vita non ha senso, nessuno capisce le mie difficoltà, l’ambiente lavorativo è troppo faticoso, mi sento incastrato in una vita che mi fa soffrire.”

Questi sono racconti che si sentono molto frequentemente ma sempre più spesso emerge una sorta di rassegnazione all’insoddisfazione e alla sofferenza. Perché non chiedere aiuto?

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